Pensare ad un welfare aziendale per le piccole imprese della provincia di Benevento

pubblicato da Redazione • 20 febbraio 2015

Seminario welfare aziendale_18 febbraio

Quando abbiamo iniziato a riflettere nell’ambito del Tavolo della Responsabilità – promosso dall’Arcidiocesi di Benevento (Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro) insieme con Università del Sannio, CISL IrpiniaSannio, Confindustria e Coldiretti – sul tema del welfare aziendale abbiamo messo in conto alcune obiezioni che ci sarebbero state mosse, a partire dal fatto che vivendo una crisi così difficile in cui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende non è proprio il momento di parlare di questi temi che possono essere affrontati in tempi tranquilli. Eppure ci siamo detti è proprio dentro alle difficoltà che bisogna guardare più lontano e darsi delle prospettive strategiche.

Anche perché soltanto puntando ed investendo sul tesoro più prezioso che un’azienda ha, cioè sul proprio personale, si può sperare di continuare a trovare uno spazio nei mercati e seguitare ad essere competitivi nel futuro.

Imprenditori intelligenti sanno che le donne e gli uomini che prestano la loro opera in azienda hanno esigenze legate al loro ciclo di vita, alle loro condizioni familiari, che se vedono soddisfatte anche parzialmente all’interno del contesto lavorativo, sono certamente più disponibili a contraccambiare in termini di dedizione, senso di appartenenza, disponibilità. Si creano così le condizioni per formare delle comunità aziendali che per la loro coesione ed unità di intenti sono in grado di fronteggiare meglio di altre realtà le avversità esterne. Le persone con un’elevata soddisfazione lavorativa sono pronte ad attivarsi in comportamenti, in forma gratuita e libera, che vanno al di la delle mansioni ordinarie. Ciò accade in quanto il lavoratore si percepisce come parte vitale delle propria organizzazione lavorativa. In questi casi si parla di cittadinanza organizzativa.

Un’altra obiezione che si avanza è che il welfare aziendale può implementarsi in aziende medio -grandi e non in un tessuto imprenditoriale come il nostro della provincia di Benevento fatto di piccole e piccolissime imprese. Tenendo conto del contesto, allora, auspichiamo sperimentazioni che vadano nella direzione della creazione di reti di piccole imprese supportate dall’associazione datoriale, la quale si faccia carico della costruzione di un pacchetto di servizi ed iniziative a cui esse possano attingere. E’ evidente che per essere efficaci queste proposte di welfare aziendale devono rispondere a bisogni reali dei lavoratori, collegati alle loro esigenze familiari e non calati dall’alto. In questo senso è decisivo l’apporto del sindacato che meglio può rappresentare agli imprenditori le necessità di chi lavora.
L’implementazione di forme di welfare aziendale, almeno per alcune tipologie di servizi, potrebbe offrire l’occasione di sinergie con imprese sociali giovanili del territorio come per esempio quelle collegate al Progetto Policoro della Diocesi di Benevento.

Se riusciamo anche attraverso questa iniziativa a fare strada ad una nuova cultura di responsabilità sociale è possibile avviare esempi di secondo welfare che vadano a sopperire alle carenze degli interventi pubblici locali nei nostri territori che hanno sempre meno risorse per erogare servizi alla persona. Le aziende che si ispirano a questa visione di comunità possono diventare sulla scia dell’esperienza di Adriano Olivetti ancora poco approfondita, non solo fabbriche di beni o servizi ma “fabbriche di bene”.

Ettore Rossi
Direttore Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro – Diocesi di Benevento

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